COSA DEVONO FARE ORA LE IMPRESE?

COSA C’E’ DA FARE ORA IN AZIENDA?

L’entrata in vigore del decreto anticrisi negli scorsi mesi impegna le imprese a dotarsi di organizzazione e strumenti adeguati per evidenziare i segnali della crisi aziendale.

I punti salienti possono essere così riassunti:

ART.375: All’articolo 2086 del codice civile, dopo il primo comma è aggiunto il seguente: «L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale».

ART.13: Costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell’attività, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o, quando la durata residua dell’esercizio al momento della valutazione è inferiore a sei mesi, per i sei mesi successivi. A questi fini, sono indici significativi quelli che misurano la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi. Costituiscono altresì indicatori di crisi ritardi nei pagamenti reiterati e significativi.

Di fatto però le aziende finora non si sono mosse per le seguenti ragioni:

1)     INCERTEZZA NORMATIVA. La consueta prassi italiana che consiste nell’emanare un disegno di legge , per poi variarlo più volte fino all’approvazione. Come è stato conosciuto il testi della legge così sono nate richieste di variazioni ed ancora si sta discutendo: ad oggi sembra che gli obblighi prescritti dal decreto si applicheranno per le imprese con fatturato di almeno 4 milioni e/o almeno 20 dipendenti.

2)     MANCANZA DI REGIME SANZIONATORIO: mentre è stabilito cosa accade se l’azienda, nonostante i sistemi di “sicurezza”, vada in default, nulla è finora stabilito in termini di sanzioni per l’azienda che non ottempera alle prescrizioni riguardo l’adozione di sistemi per prevenire la crisi.

3)     IL COMPORTAMENTO DEI PROFESSIONISTI: i commercialisti, che dovrebbero essere stimolatori di questa transizione, nella realtà stanno temporeggiando sia per le stesse ragioni sopra esposte, sia per il fatto che sono oberati di lavoro essendo questo il momento dedicato ai depositi bilancio, sia per il fatto che, a mio parere, hanno delle lacune di competenza che impedisce loro di redigere una previsione di cash flow o budget di tesoreria adeguati.

Ora però c’è da considerare anche la variabile banca.

Come indicato nelle prescrizioni di Basilea2, la banca nell’indagine qualitativa valuta i sistemi e l’organizzazione che l’impresa mette in campo per gestire l’aspetto finanziario. C’è da dire peraltro che l’indagine qualitativa ha un peso molto relativo all’interno della valutazione di rating, si stima mediamente intorno al 10%, e quello descritto non è l’unico parametro che fa parte del cosiddetto rating qualitativo.

Ora però siamo in una situazione diversa: non è una scelta volontaria quella dell’impresa (peraltro assolutamente necessaria per la buona gestione di qualunque azienda) ma scaturisce da un dispositivo di legge, quindi assolutamente cogente

Ecco quindi che si apre un orizzonte interessante, con implicazioni professionali e di business molto interessanti, ma che IMPEGNA i professionisti ad essere seri e rigorosi con le imprese.

Va ricordato che il decreto anti-crisi coinvolge tutte le imprese, di qualunque tipo e dimensione e settore: occorre di conseguenza che gli interventi tengano conto di queste variabili