Leggendo i contributi sulla stampa specializzata mi sono imbattuto in pochissimi giorni in 3 articoli completamente diversi: Siamo quindi di fronte ad una situazione veramente complessa, e piuttosto problematica in quanto: 1.Il decreto anti crisi è vigente, ma solo per una parte (art. 2086 ed altri); 2.I tribunali però si stanno allineando secondo quanto indicato dal decreto e si comportano di conseguenza; 3.Le imprese “dovrebbero” adeguarsi, non solo per il rischio di incappare in sentenze pesanti dei Tribunali, ma anche perché le imprese hanno la necessità di gestione adeguata; 4.C’è una certa parte della politica che avversa la riforma in quanto la vede come ulteriore aggravio sulle imprese di adempimenti burocratici e quindi costi a valle di un evento già difficoltoso quale il Covid-19; 5.Attualmente fino a settembre 2021 è sospesa la parte che riguarda gli adempimenti dell’azienda considerata in stato di crisi (O.C.R.I. ed altro); 6.Per non farci mancare nulla c’è anche un testo correttivo che deve essere portato all’attenzione del consiglio dei ministri. In tutto questo l’imprenditore, che già deve districarsi con i problemi della conduzione dell’impresa, complicati all’inverosimile da Covid-19 con annessa ripresa o rischi di lockdown, deve decidere cosa fare in un contesto piuttosto contraddittorio e riguardanti aspetti molto delicati rispetto sia la vita aziendale che quella normale. COSA FARE? Non si può ignorare il fatto che gli “adeguati assetti organizzativi” sono vigenti. E’ bene prendere come riferimento quanto indica il Tribunale di Milano laddove indica che allo stato attuale l’imprenditore deve adoperarsi al fine: Fonte: Roberto Perdomini. pubblicato su linkedin Anche chi possiede una piccola impresa non deve farsi impressionare dalla complessità dello schema in quanto si tratta di elementi presenti in gran parte anche in imprese di piccola dimensione. E’ un fatto incontrovertibile che le aziende, soprattutto medie e piccole, debbano crescere dal punto di vista della loro capacità di conduzione, e soprattutto nella loro capacità di anticipare la situazione finanziaria potendo così affrontare per tempo problemi che, presi con l’ansia del breve respiro decisionale, potrebbero diventare insormontabili.

L’EFFETTO COVID-19 In tutto questo contesto piuttosto articolato si è innestata la pandemia. Con riferimento a quanto sopra riportato ci ritroviamo in questa situazione: COMPORTAMENTO DELLE BANCHE Le banche sono fatalmente gli interlocutori più importanti per le imprese in qualunque momento, Covid o non Covid. I provvedimenti adottati dal governo, specie i prestiti del Decreto Liquidità, stanno dando, per chi è riuscito ad ottenerli, un po’ di respiro e certamente l’atteggiamento del sistema bancario è stato, potremmo dire, abbastanza collaborativo; l’elargizione di finanziamenti ne è certamente una prova (naturalmente non ci dimentichiamo che sono a garanzia statale pressochè completa). Ci troviamo quindi di fronte ad una situazione transitoria perché oggi come oggi gli istituti di credito possono certo ignorare i dati del 2020 e fare riferimento al 2019, possono, grazie alla garanzia statale, concedere finanziamenti, ma poi nel 2021 si ritorna alla situazione normale. Torneranno gli indici ai quali attenersi, torna il DSCR etc. E saremo di fronte al dubbio basilare: un’azienda in difficoltà nel 2021 è un’azienda che era già in difficoltà oppure è il Covid che l’ha messa in questa condizione? E’ in questo contesto che nascono i dubbi del legislatore sulla riforma, così riassunte sempre da Mauro Vitiello: nata per «favorire il recupero dell’impresa», per migliorarne gli assetti organizzativi «anche come precondizione per la precoce emersione degli eventuali sintomi» di insolvenza, nonché per dare «una seconda chance a coloro che la crisi ha temporaneamente espulso dal mercato, produttori o consumatori, eliminando i caratteri punitivi delle tradizionali procedure» fallimentari, l’iniziativa, nella stagione del Coronavirus, mette in risalto il «modus operandi» aziendale, giacché l’adeguatezza «è condizione essenziale per comprendere se, o in quale misura, un’eventuale situazione di difficoltà sia ricollegabile all’evento pandemico. O dipenda invece da cause pregresse». Quindi per l’imprenditore è determinante avere qualcuno, interno od esterno all’azienda (le dimensioni dell’impresa spesso determinano la scelta), che lo affianchi per poter dialogare con il sistema bancario ma soprattutto per aver un sistema che lo aiuti a prendere le decisioni: In un modo o nell’altro, anche in una situazione complessa; c’è sempre un punto fermo: L’ADEGUATO ASSETTO ORGANIZZATIVO. Nel prossimo articolo si cercherà di dare qualche linea guida in merito. Ciro Conte, pubblicato su Veneto eccellenze il 12 ottobre 2020
